Gira le vie d'Ethernity insieme al tuo custode e indossa finalmente il tuo Lapis Vitae, gioiello elfico che ti appartiene dalla nascita! Ogni Lapis è unico e non esiste uno uguale in tutto il regno, gemma e percentuali del metallo che lo costituiscono diranno molto sulla tua persona! Questo oggetto raccoglie in se tutte le tue più grandi emozioni e si riscalderà sul tuo petto ogni volta che proverai un sentimento intenso! È trasparente ma si colorerà degli occhi della persona che amerai. Ricorda che gli elfi si innamorano una sola volta nella vita.
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~Kate~
Il mattino seguente Kate venne svegliata dalla voce del suo custode che, fuori dalla porta, chiedeva di entrare. La ragazza si alzò, si sistemò i lunghi capelli, che nella notte le erano andati davanti alla faccia come una tenda blu, e aprì la porta. Neyrth entrò e le diede degli abiti da elfo. Indossati i vestiti e fatto colazione Kate e Neyrth uscirono tra le bianche vie della capitale. Attraversarono il Fiume Xandria, passando sopra uno dei quattro ponti, dedicati ai quattro fondatori della scuola elfica. Non appena alzò lo sguardo, la ragazza dai lunghi capelli blu rimase impressionata davanti alla maestosità del castello di Miriël. C'erano così tanti dettagli da osservare, dallo stemma reale alle alte torri che segnavano i punti cardinali. "Kate, mi stai ascoltando?" Girandosi verso il suo guardiano si accorse che le stava parlando, e che lei non aveva ascoltato una parola. Arrossì e balbettò delle scuse, e con la coda della'occhio lo vide sorridere dolcemente. "Siamo qui per prendere il tuo Lapis Vitae, oggetto che ti appartiene dalla nascita. Jafil custodisce tutti i Lapis dei VitHael da secoli". In quel momento l'enorme portone si aprì, mostrando un elfo alto due metri con una lunga treccia argentata che sfiorava terra. Jafil la scrutò con i suoi profondi occhi viola. "Kate, figlia di Adham, ti aspettavo". Tornando verso la Locanda Kate ammirava la Gemma che aveva al collo. "Pietra del Monte Hëlaan, la forma ovale indica il tuo carattere dolce e sensibile, creativo e artistico. La lega in Platino e Argento che racchiudono la Gemma indicano rispettivamente forza mentale e forza spirituale" le aveva detto l'elfo.
La mattina dopo il suo arrivo a Ethernity Nemesi si svegliò presto e indossati i vestiti che Nhor le aveva fatto recapitare nella sua stanza, molto più adatti alla capitale elfica, raggiunse il suo guardiano fuori dalla locanda. Sarebbero andati a fare altri giri per la vie della città. Ma prima di incamminarsi Nhor prese dalla tasca del suo mantello un piccolo sacchettino di stoffa nero e glielo porse. Nemesi lo aprì, trovandovi dentro un ciondolo.
“Questo è il tuo Lapis Vitae”, le spiegò Nhor. “È un gioiello che hanno tutti gli elfi sin dalla loro nascita. La forma della pietra, la sua provenienza, il materiale con cui è lavorata indicano delle caratteristiche specifiche, che rispecchiano l'elfo che lo indossa. Questo è il tuo”.
Nemesi fissò estasiata quel piccolo gioiello, chiedendosi che significato avesse il suo. Come se Nhor le avesse letto nel pensiero cominciò a spiegare: “il tuo Lapis viene dal Monte Ithilbor, la sua forma tonda indica che sei incline all'introspezione e hai capacità di analisi spiccate. L’oro bianco e l’argento in cui è incastonata la pietra indicano reciprocamente forza emotiva e forza spirituale”.
Nemesi era sorpresa, si rispecchiava nella descrizione del suo Lapis: era sempre stata una ragazza introspettiva, pacata e riflessiva. Fu felice di indossarlo, e al contatto della pietra con la sua pelle sentì una strana sensazione di calore.
“E il colore invece, che cosa indica?”, chiese curiosa a Nhor. L’elfo sorrise: “il colore non indica niente. Tutti i Lapis Vitae sono trasparenti, almeno fino a quando non ci si innamora della propria anima gemella, a quel punto il Lapis si colora del colore degli occhi di quella persona. Per gli elfi è una cosa molto rara, ci si innamora una sola volta nella vita”.
Nemesi rimase in silenzio. Tra sé e é pensò che anche per lei, sicuramente, sarebbe stato difficile colorare quella pietra, anche se non era un elfo completo e la sua parte umana facilitava l’innamoramento. Non era mai stata innamorata, e dubitava sarebbe potuto accadere facilmente.
Da quando era entrata in quel regno la giovane Ailisiv si era adattata a tutto. Adesso era in attesa del suo custode. Quella misteriosa figura incappucciata si era rivelata essere nient'altro che il suo custode: Ronan. L'uomo tornò con una pietra in mano : un cosiddetto Lapis. Un gioiello che indossano gli elfi fin dalla nascita che passa di generazioni in generazioni.
Il suo lapis era il Monte di Aranel (Monte Nero di Miriël - forma esagonale):
Le caratteristiche erano l' introspezione e l'incutere timore, ti fai rispettare. 100% Platino, forza mentale..
Ma allo stesso tempo le aveva detto che la Lapis avrebbe potuto cambiare il colore prendendo il colore della persona degli occhi di chi si ama.
-Ricordati mia cara che gli elfi si innamorano solo una volta nella vita- disse prima di scomparire nel nulla.
Amore? Aisiliv non conosceva il significato di quella parola. L' amore per lei era una debolezza. Ma l'avrebbe sempre pensata così?
~Eileen~
Alle 7 in punto, Catelyn svegliò Eileen per dirigersi presso il Castello di Miriël. Una volta giunte sul posto, furono accolte dal paffuto segretario Jafil, membro della fratellanza e custode di tutti i Lapis dei VitHael.
Solitamente gli abitanti di Miriël portano con sé il proprio Lapis fin dalla nascita, ma quando l'oggetto non riesce a trovare il suo proprietario, finisce nelle mani di Jafil. Eileen non aveva idea di cosa significasse avere un Lapis appeso al collo e non sapeva neanche come fosse possibile che quell'individuo così particolare sapesse esattamente quale fosse il gioiello che la stava aspettando da tutta la vita.
"Mmm... vediamo. Eileen... Persona dolce e onesta, dall'animo tranquillo. La calma è una delle sue migliori qualità... Ah! Eccolo". Jafil prese una piccola scatola d'argento con su scritto le seguenti parole:
"Ecco cara ragazza, questo è il tuo Lapis Vitae. Mettilo al collo e non separartene mai." Eileen prese il piccolo gioiello a forma di goccia e immediatamente si sentì avvampare. Quella gemma trasparente nascondeva sicuramente un grande potere e ora che la sentiva a contatto con la pelle si sentiva in perfetta armonia con il mondo che la circondava.
"Chissà di che colore diventerà il tuo Lapis", le disse Catelyn con tono sarcastico. "In che senso? Il suo colore può mutare?". "Sì, la gemma si colorerà degli occhi della persona che ami. E ricorda, gli elfi si innamorano veramente una sola volta nella vita".
Eileen rimase perplessa. Nei suoi brevi diciassette anni di vita non aveva mai fatto troppo caso ai ragazzi che le ronzavano intorno. Non si sentiva a suo agio a causa delle sue stranezze e non aveva neanche mai posato lo sguardo su qualcuno che pensava potesse capirla.
"Probabilmente a me non succederà. Non ho bisogno di qualcuno. Sono già completa così come sono". Catelyn lanciò una fragorosa risata e disse "mi ricordi tanto qualcuno che conosco". Eileen non capì, ma non si interrogò più di tanto sulla questione. Al momento la sua attenzione era tutta sulla piccola gemma che le scaldava il cuore.